venerdì 17 marzo 2017

Traffico illegale di cuccioli dall'Est Europa


Sono sempre più frequenti i sequestri di cuccioli eseguiti Forze dell'ordine.
Il traffico di animali provenienti dai Paesi dell'Est europeo genera guadagni milionari per questo è un business in costante aumento che ha raggiunto dimensioni inquietanti. Attuato con la complicità connivenza di medici veterinari, esercenti ed allevatori. Oltre che degli acquirenti finali, sempre meno ignari della provenienza degli animali, ma ugualmente disposti ad assecondare un simile commercio pur di risparmiare acquistando un cucciolo di razza al minor prezzo possibile.
Anche se tale risparmio verrà probabilmente azzerato dalle successive spese medico veterinarie per curare un cane affetto da patologie talvolta gravi.
L'affare del commercio internazionale di cuccioli è così redditizio perchè questi cani "costano " poco. Ciò si traduce nell'assenza di selezione ( le analisi per appurare la presenza di malattie genetiche sono costose ) negli esemplari scelti per la riproduzione che possono trasmettere eventuali patologie alla prole, di vaccinazioni e controlli sanitari.
I cuccioli nascono in condizioni igieniche carenti da genitrici già debilitate per i forzati ritmi procreativi, sono separati dalle madri prematuramente ( a neppure un mese di vita e sempre più spesso senza essere svezzati ) ed affrontano estenuanti viaggi senza ristoro e senza sosta ( importati illegalmente all'interno di contenitori inidonei, privi di luce ed aria, in pessime condizioni igienico-sanitarie) per essere messi in commercio in Italia mediante diversi canali ed a differenti prezzi ( anche a prezzo di mercato spacciati come cani provenienti da allevamenti italiani).
Senza adeguata copertura vaccinale ( la prima vaccinazione per avere efficacia deve essere eseguita dopo i 50 giorni ) e con il sistema immunitario vulnerabile perchè non ancora completamente sviluppato.
Con il risultato di un'elevata mortalità tra i piccoli che si ammalano e muoiono nei primi sei mesi di vita. Infatti solo una esigua percentuale di questi cuccioli ha documenti regolari o validi ( frequentemente anche documenti di viaggio e pedigree vengono falsificati), mentre la maggioranza risulta affetto da malattie o da parassitosi che possono risultare fatali per un esemplare in giovanissima età. Oltre alle disabilità e patologie anche genetiche dovute alla pratica della riproduzione tra consanguinei.
I piccoli, generalmente non superano i 40 giorni ed hanno quindi un'età inferiore a quella dichiarata nell'atto di vendita ( 3 mesi e 21 giorni per piccoli provenienti da Paesi sottoposti a vincoli sanitari come l'Ungheria), subiscono maltrattamenti e vessazioni con trattamenti sanitari inutili e spesso dannosi ( riempiti di antibiotici e talvolta drogati con un principio attivo derivato dalla vitamina D capace di innescare una crescita in un breve arco temporale ) per occultare possibili patologie e la vera età. Con microchip inoculati da veterinari compiacenti che falsificano la relativa documentazione sanitaria alterando date di nascita, condizioni sanitarie e provenienza.
I cuccioli spesso sono portati a morte prematura proprio dalle malattie celate con i trattamenti veterinari antibiotici.
Le organizzazioni criminali che operano questo traffico godono della sempre maggiore connivenza anche di proprietari di esercizi commerciali e di allevatori.
Mentre i reati per questi crimini ( maltrattamento, traffico illecito di animali di età inferiore alle dodici settimane, associazione a delinquere, esercizio abusivo della professione medica, frode in commercio, ricettazione, ecc.) non sono ancora adeguatamente puniti.


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Cooperazione Italia Austria per il contrasto al traffico illegale di animali

E' stato presentato a Udine venerdì scorso 10 marzo il progetto Bio-crime ideato messo a punto predisposto per che cerca vuole arginare il fenomeno del traffico illegale di animali. Il piano, che vede del quale il la regione Friuli Venezia Giulia capofila, concepito con grazie alla prevede implica la collaborazione di Italia ed Austria nel contrasto all'attività delle organizzazioni criminali. Il progetto, finanziato con 1 milione e 100.000 € dalla Comunità Europea attraverso i fondi di sviluppo regionale – Interreg VA Italia Austria, vede il coinvolgimento dei Servizi veterinari del Land Carinzia del Consorzio per l'Area di ricerca scientifica e tecnologica di trieste e dell'Istituto zooprofilattico sperimentale delle Venezie. Oltre a partner associati : il GECT Euregio senza confini Friuli Venezia Giulia – Veneto – Carinzia, il Servizio veterinario della Provincia di Bolzano, la Polizia Postale ( compartimento del Friuli Venezia Giulia e, in Carinzia, Polizia, Polizia Finanziaria ed Ordine dei veterinari ).
Il contrasto al traffico illegale di animali si impone anche per il serio il pericolo rischio di introduzione la notevole elevata alta potenzialità possibilità probabilità di introduzione zoonosi, patologie malattie trasmissibili dagli animali all'uomo, tra cui la rabbia il pericolo pericolosità. In tal senso Sono infatti sempre di più frequenti maggiori gli " eventi sentinella" che si registrano presentano tra Friuli Venezia Giulia e Carinzia, territori regioni di transito per il commercio illegale di moltissimi cuccioli di cani e gatti, allarmanti per le possibili implicazioni ricadute sulla salute pubblica. Motivo per cui il quale la cooperazione interregionale internazionale diviene fondamentale al fine di combattere un traffico che vede il coinvolgimento dei Paesi dell'Est europeo.


venerdì 10 marzo 2017

Episodio di bracconaggio in Francia : rinoceronte di uno zoo ucciso per il corno

Ha creato non poco sconcerto la notizia dell'uccisione di un rinoceronte da parte di bracconieri all'interno del parco zoologico di Thoiry 40 km da Parigi. All'origine del barbaro atto il furto del corno dell'animale il cui avorio raggiunge cifre economicamente rilevanti. Allarmante il fatto che l'episodio sia accaduto in una struttura europea : è infatti la prima volta che si registra un simile avvenimento.
Da una prima ricostruzione pare che i bracconieri si siano introdotti durante la notte nello "riserva africana" del parco, abbiano abbattuto il pachiderma con 3 colpi di armi da fuoco alla testa e gli abbiano asportato un corno con una sega elettrica ( l'altro corno era solo parzialmente rimosso perchè i criminali sono stati probabilmente disturbati durante l'operazione). Interruzione che ha permesso agli altri due rinocereonti bianchi di 5 e 37 anni presenti nella struttura di essere risparmiati dal massacro.
Un simile evento dovrebbe comunque far riflettere sull'entità raggiunta dal fenomeno del bracconaggio e sulla necessità di interventi adeguati (come l'inasprimento delle pene e l'equiparazione dei crimini contro la fauna selvatica ai reati gravi quali il traffico di armi e stupefacenti ) a livello internazionale volti a contrastare efficacemente il traffico d'avorio e ad impedire lo sterminio di animali che, in caso contrario, paiono irrimediabilmente destinati all’estinzione.
La gravità di simili reati ha determinato in Tanzania la condanna a 12 anni di carcere di Boniface Matthew Mariango , appellativo "The Devil", bracconiere di tristissima fama accusato di aver trucidato migliaia di elefanti. Mariango era molto conosciuto per i contatti con 15 bande di bracconieri in Burundi, Kenya, Mozambico, Tanzania e Zambia. Oltre a rifornire di zanne anche Yang Feng Glan, ( attualmente in attesa di giudizio ) la cinese più attiva in Tanzania nell'ambito del bracconaggio.  

sabato 4 marzo 2017

La svolta vegetariana del ministro dell'Ambiente tedesco



Ha suscitato scalpore la decisione della socialdemocratica Barbara Hendricks , Ministro dell'Ambiente tedesco, di servire esclusivamente menù vegetariani e con prodotti di coltivazioni biologiche, meglio se a km zero, ai pranzi ufficiali del suo dipartimento.
Ed in linea con l'indirizzo sostenuto il Ministero dell'Ambiente, al buffet per il simposio "Esportare tecnologie green" tenutosi a Berlino, ha servito eslusivamente piatti vegetariani mentre risultava bandita qualunque tipo di carne o preparazione che la includesse.
Le reazioni all'interno del governo tedesco non sono state del tutto favorevoli, infatti la scelta è stata disapprovata dal ministro dell'Agricoltura e solo il ministro dello Sviluppo ha ritenuto di diminuire le portate di carne e pesce dai pranzi ufficiali mentre tutti gli altri dicasteri hanno dichiarato di non aver alcuna intenzione di limitare tale tipologia di vivande.
La tradizione in Germania, dove la salsiccia è una specialità nazionale, viene infatti difesa dalle posizioni più conservatrici ed anacronistiche.
Ma la scelta di Barbara Hendricks risulta coraggiosa ed assolutamente condivisibile per la coerenza dimostrata ed in ragione del fatto che la carne lavorata di wurstel, salsicce e salumi è stata riconosciuta come cancerogena dall'Organizzazione mondiale della sanità.





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