Il video di Rémy Baff il peut toujour essayer è inequivocabilmente esplicativo.…
venerdì 3 ottobre 2014
giovedì 11 settembre 2014
Perché?
La morte
colpisce sempre.
Ma quella di una
madre, che condanna conseguentemente anche i suoi cuccioli alla stessa sorte,
ancora di più.
Una violenza
ingiustficata e gratuita operata oltretutto con denaro pubblico…
L’unica colpa di
Daniza è stata quella di aver voluto difendere i suoi piccoli.
In quale
animale, l’umano o il non umano, è connaturata la ferocia?
LA ZAMPA
11/09/2014
L’orsa Danza uccisa dalla
narcosi che serviva a catturarla. L’animale non è sopravvissuto alla
somministrazione del sonnifero
A ferragosto,
per difendere i suoi cuccioli, aveva ferito un uomo nei boschi del Trentino. Un
testimone racconta : “Nei giorni scorsi ha aggredito e ucciso otto pecore in un
ovile” . Preso e subito liberato anche uno dei suoi piccoli. vedi APPROFONDIMENTI
Morta Danza, uccisa durante
la cattura. Esplode la rabbia.
Non è
sopravvissuta alla narcosi che le era stata effettuata per catturarla. Aperta
un’indagine mentre l’Enpa chiede le dimissioni del ministro dell’Ambiente. vedi
APPROFONDIMENTI
martedì 9 settembre 2014
Ancora sperimentazione inutile e foriera di dolore
La notizia riguarda i macachi, ma purtroppo anche
la pratica della sperimentazione di cui, ancora una volta, risultano evidenti gli abusi e
l’inefficacia.
http://www.nelcuore.org/blog-associazioni/item/usa-peta-attacca-esperimenti-inutili-su-cuccioli-di-macaco.html
USA, PETA ATTACCA: ESPERIMENTI INUTILI SU CUCCIOLI DI MACACO
Martedì, 09
Settembre 2014
Nel mirino
due centri di ricerca federali
L’associazione
animalista americana Peta attacca due centri di ricerca federali, che per anni
hanno condotto esperimenti su cuccioli di scimmie di Macaco Rhesus. Gli studi,
accusa la People for the Ethical Treatment of Animals (Peta) secondo quanto
riporta Cbs News, non hanno dato risultati e hanno causato inutili sofferenze
ai primati tanto sa essere paragonabili a “abusi su minori”.
Peta ha diffuso parte di oltre 500 ore di filmati e di centinaia di
fotografie.vedi APPROFONDIMENTI
venerdì 5 settembre 2014
Antiparassitari e metodi naturali per contrastare le zecche
Le zecche sono artropodi (acari della classe degli Arachnidi) ematofagi, necessitando di pasti di sangue per completare sviluppo e ciclo riproduttivo, di forma ovale, dimensione di alcuni millimetri e con colori dal grigio al bruno.
Questi parassiti possono trovarsi su diverse specie animali, soprattutto caprioli e cervi, tra i quali anche l’uomo.
In Italia si ha la presenza di due tipi di zecche : Ixodidae (zecche dure) e Argasidae (zecche molli).
Le zecche manifestano una buona resistenza: sopravvivono anche in habitat sfavorevoli e resistono a digiuno per lunghi periodi.
Vivono nei Paesi con clima temperato e sono particolarmente attive nel periodo da maggio a ottobre quando risvegliandosi dal letargo invernale iniziano a ricercare un animale ospite.
Questi parassiti Questi parassiti preferiscono luoghi freschi ed umidi, si trovano sul terreno, nell’erba, cespugli e in prossimità di corsi d’acqua. Sono in aree silvestri con abbondante vegetazione sia erbosa che di arbusti, nei pascoli e nelle radure dei boschi, ma pure in aree abbandonate e si adattano anche ad ambienti caldi ed asciutti con minore vegetazione.
L’elemento costante per la loro esistenza è rappresentato dalla presenza di animali che possano ospitarli. Le zecche, che non volano ne saltano, si situano sulla faccia inferiore di fogliame ed erba lasciandosi cadere sugli animali al loro transito. Individuano la vittima per l’emissione di calore ed anidride carbonica e vi si installano lacerando la cute con il rostro e penetrando con l’estremità della testa nella pelle dove conficcano il loro apparato boccale iniziando a succhiare il sangue.
La puntura della zecca risulta asintomatica, non arreca infatti disturbo o dolore, perché il parassita emette una sostanza con componenti anestetizzanti, e non è facile da individuare neppure con controlli ricorrenti di pelle e pelo.
Il parassita rimane costantemente attaccato all’animale ospite, in genere dai 2 ai 7 giorni, fino al completamento del pasto di sangue, lasciandosi poi cadere ed è individuabile come un corpo ovale di colore marrone-nerastro che tende ad aumentare di volume con il trascorrere del tempo.
Le zecche, se infette, possono veicolare malattie piuttosto gravi e dalla prognosi frequentemente incerta.
Possono infatti essere vettori di agenti patogeni che causano affezioni come Ehrlichiosi, Babesiosi o Piroplasmosi, Borreliosi o malattia di Lyme, Tularemia, Meningoencefalite da zecca, Emobartonellosi, Rickettiosi o febbre bottonosa, febbre ricorrente da zecche. E in caso di infestazione massiva, poiché si nutrono di sangue, possono provocare anemie anche gravi.
La prevenzione riveste sempre una funzione rilevante e può essere effettuata, soprattutto nelle zone a rischio di infestazione, utilizzando preventivamente sostanze repellenti naturali per gli animali, evitando il contatto con l’erba alta o gli arbusti, di addentrarsi in aree boschive, rimanendo al centro dei percorsi, ispezionando con attenzione pelo e cute dell’animale al termine del tragitto, spazzolando accuratamente l’animale prima di rientrare nell’abitazione.
Inoltre, poiché le zecche prediligono luoghi freschi ed umidi, è consigliabile l’orientamento a sud, sud-ovest del giardino in modo che sia soleggiato e non presenti ristagni d’acqua ( si possono utilizzare materiali drenanti allo scopo). L’area esterna deve quindi presentare poche zone ombreggiate ed avere una piantumazione esente da rampicanti e con pochi arbusti.
E’ poi indispensabile la regolare pulizia del giardino con il taglio frequente dell’erba e la rimozione delle foglie e dei residui organici. Occorre evitare l’accesso allo spazio esterno agli animali selvatici che potrebbero veicolare i parassiti.
Risulta molto importante anche l’igiene e la pulizia dei giacigli degli animali per i quali occorre orientarsi su materiali facilmente e frequentemente lavabili in casa.
E’ poi fondamentale evitare di far dormire cane o gatto in giardino perché ciò aumenta le probabilità di divenire ospiti, tra gli altri parassiti, anche delle zecche.
Il controllo visivo e tattile della pelle è determinante soprattutto per le zone più soggette all’attacco delle zecche quali collo, orecchie, zampe. L’esame e la cura del mantello e della cute degli animali è essenziale per un intervento tempestivo e può essere agevolata facilitata da frequenti spazzolature con i pettini adatti anche per le pulci in modo da rimuoverle prima che si siano ancorate alla pelle ( ai parassiti occorre un po’ di tempo per giungere arrivare dal pelo alla cute).
I trattamenti antiparassitari con sostanze naturali richiedono particolare attenzione e una scelta accurata a seconda dell’animale perché spesso non possono essere utilizzati indifferentemente su tutte le specie ( alcune sostanze tollerate dal cane risultano estremamente tossiche per il gatto). Il consiglio del medico veterinario risulta quindi sempre indicato.
E’ meglio astenersi dal trattare preventivamente i felini in considerazione del fatto che molte sostanze presentano elevata tossicità per i gatti e che il cane risulta più esposto al morso della zecca perché ha maggiori probabilità di attraversare zone o campagne infestati dal parassita.
La profilassi indiretta può essere effettuata con alcuni metodi sistemi naturali quali la tisana di camomilla con la quale, una volta raffreddata, aspergere, mediante un panno inumidito nell’infusione, la pelle dell’animale.
Ma anche un bagno in acqua tiepida con l’aggiunta di un po’ di bicarbonato può aiutare a liberarsi delle zecche.
Sempre per il cane si possono usare l’aceto di mele o l’aceto di vino bianco diluiti in acqua e spruzzati su un panno morbido, per inumidire la cute. Evitare invece limoni o agrumi soprattutto per i gatti per i quali sono tossici.
La stessa operazione, unicamente per il cane, può essere effettuata con le tisane tiepide di eucalipto, rosmarino o timo ( risultano molto tossici per i gatti).
Anche gli oli essenziali, biologici e diluiti con acqua, sono repellenti, ma vanno utilizzati con notevole cautela. Contengono infatti, in particolare l’olio di neem ( di elevata tossicità per i felini sia per uso topico che per inalazione dei fumi, ma pericoloso anche per le donne gravide e i bambini), principi attivi pesticidi.
Astenersi dall’utilizzare l’aglio, che è tossico specialmente per i gatti e può provocare anemie, in aggiunta al cibo.
I rimedi naturali, pur non avendo la stessa efficacia degli antiparassitari chimici, sono in genere a questi ultimi preferibili per molteplici motivi tra cui : assenza di tossicità contro la velenosità dei principi attivi presenti nei prodotti chimici, mantenimento dei poteri di difesa mentre gli antiparassitari chimici perdono comunque efficacia in pochi anni in quanto i parassiti sviluppano resistenza alle sostanze utilizzate. Per questo motivo i prodotti antiparassitari in commercio, per avere una durata finanziariamente conveniente, usano dosi estremamente elevate di principio attivo che possono risultare deleterie per il cane ( dermatiti da contatto, ingestione del prodotto tramite leccamenti o avvelenamenti per sovradosaggio), ed estremamente nocive o letali per il gatto.
Per la pericolosità di questi prodotti i trattamenti con antiparassitari chimici devono essere eseguiti con meticolose cautele evitando che il cane si lecchi (ingerendo così il prodotto), eludendo anche la sola vicinanza, e a maggior ragione il contatto, con altri animali .
Inoltre gli antiparassitari chimici per le zecche hanno una durata del periodo d’azione decisamente inferiore ( circa un terzo) di quelli indicati per le pulci in funzione del fatto che le prime sono maggiormente resistenti alle terapie antiparassitarie.
Nell’eventualità di presenza della zecca sull’animale occorre rimuoverla velocemente poiché la sua permanenza aumenta la possibilità di sviluppare infezioni o patologie.
La rimozione del parassita deve essere fatta svolta effettuata con cura ed attenzione : indossare guanti per evitare il contatto diretto della zecca con le mani, disinfettare preventivamente la cute preferibilmente con acqua ossigenata e in ogni caso evitando disinfettanti colorati che potrebbero rendere problematico il riconoscimento di arrossamenti locali, afferrare la zecca, in posizione il più possibile vicino alla cute, con una pinzetta con le punte sottili e ricurve ( reperibili in farmacia) ruotandola delicatamente in senso antiorario e tirandola leggermente finchè non si percepisce più resistenza da parte del parassita, facendo attenzione a non schiacciarne il corpo al fine di evitare il rigurgito che aumenterebbe la probabilità della trasmissione di microrganismi ( batteri, virus, protozoi) patogeni, disinfettare nuovamente la pelle, distruggere il corpo della zecca stessa ( bruciandola o immergendola completamente in alcol).
Se l’apparato boccale fosse rimasto all’interno della pelle ( si nota allora un puntino nero al centro dell’area del morso) occorre rimuoverla con un ago sterile.
Esimersi dall’applicare sul parassita, con l’intento di rimuoverlo facilmente, alcol, solventi o benzina, ammoniaca, grassi o oli, creme, fiammiferi, oggetti arroventati, ecc. per evitare il rigurgito con annessi agenti infettivi che la sofferenza potrebbe provocare.
In seguito alla rimozione è necessaria una scrupolosa osservazione per i successi 30-40 giorni al fine di monitorare eventuali manifestazioni di patologie o infezioni quali la comparsa di un alone rossastro attorno alla sede del morso ( l’eritema migrante si allarga lentamente nella zona della presa puntura è indicativo di alcune patologie ) , debolezza, inappetenza, febbre, ingrossamento dei linfonodi che richiedono il rapido ricorso al veterinario.
La formazione di una crosticina rossastra nella zona della puntura rientra invece nell’usuale decorso del morso del parassita zecca.
Un eventuale esame del sangue può individuare infezioni o patologie curabili con un ciclo antibiotico.
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martedì 12 agosto 2014
Il macaco e il selfie
Stanno facendo
il giro del mondo gli autoscatti di un simpaticissimo macaco che ha realizzato
centinaia di foto con la macchina fotografica di cui era riuscito ad
impossessarsi.
La vicenda è
nota : Wikipedia ha pubblicato le immagini scattate dalla scimmia senza il
versamento del copyright al fotografo David Slater motivando la decisione con
il riconoscimento della paternità degli scatti all’artefice non umano.
Slater ha
annunciato la volontà di ricorrere in giudizio per rivendicare i diritti
d’autore.
A noi rimane la testimonianza della sperimentazione di una creatura
dotata di notevole percezione estetica con un risultato decisamente
apprezzabile.
SCIMMIA VS UOMO : SUL SELFIE DEL MACACO FORSE DECIDERA' IL GIUDICE
Domenica, 10 Agosto 2014
Previsto anche un voto della community Wikimedia
Chi è il fotografo? L’uomo o la scimmia? Una prima risposta all’interrogativo
sarà data dalla community di Wikimedia, che ha pubblicato l’ormai famoso
“selfie del macaco” senza riconoscere il copyright del fotografo David Slater.
vedi APPROFONDIMENTI
Selfie del macaco su Wikipedia, niente soldi al
fotografo: “ Lo scatto è del primate”
L’episodio risale al 2011 quando il fotografo David
Slater era in Indonesia per immortalare alcuni esemplari di Cinoipteco (Macaca
nigra): fu allora che uno di loro, impossessatosi della macchina fotografica,
si è fatto un “selfie” pubblicato anche su Wikipedia nella sezione contenuti
privi di copyright. vedi APPROFONDIMENTI
lunedì 11 agosto 2014
Viaggio in aereo con animali?
L’aereo è un mezzo di trasporto sempre più utilizzato perché permette
di raggiungere in tempi rapidi paesi anche remoti, ma presenta notevoli
incompatibilità con l’ambiente, è infatti altamente inquinante, e con lo
spostamento degli esseri viventi.
Le controindicazioni al viaggio aereo per gli animali sono molteplici.
La prima è la considerazione riservata agli esseri viventi non umani
dalle compagnie aeree che, contrariamente a quanto pubblicizzato a mero scopo
commerciale, risulta di per sé sufficientemente esplicativa.
Gli animali sono considerati dai vettori, e conseguentemente trattati,
come bagagli. Con tutti gli effetti del caso : possono essere imbarcati nella
stiva per il carico, rimanere per parecchie ore senza acqua, cibo ecc. ( si
possono immaginare le conseguenze in caso di disservizi, ritardi, scioperi o
inconvenienti di varia natura), possono essere persi come qualunque altro
bagaglio, subire gli effetti di depressurizzazioni, morire
di freddo o per il caldo, di paura, per mancanza d’aria ( soffocati da valigie
e bagagli caricati successivamente che gli tolgono l’ossigeno ) o per ipossia come
purtroppo dimostra la serie di episodi.
Inoltre le compagnie aeree non hanno norme uniformate per il trasporto
di animali e le disposizioni in merito possono differire a seconda del vettore.
Il trasferimento di animali è generalmente accettano, ma alcune compagnie lo
consentono in cabina o nella stiva, altre lo ammettono solo in stiva.
E il trasporto degli animali è autorizzato solo a specifiche
condizioni ed è sempre vincolato a preventiva prenotazione poiché i posti sono
decisamente limitati e potrebbe accadere di non riuscire a salire a bordo
dell’aeromobile.
L’animale domestico è accreditato come bagaglio registrato o al
seguito, trasportato in cabina o in stiva, non deve avere un odore sgradevole e
deve comunque rimanere chiuso in un contenitore di specificate dimensioni.
Il comandante titolare del volo ha la facoltà di farlo trasferire nella
stiva o sbarcarlo al primo scalo quando non siano rispettate tutte le
condizioni richieste o in caso di disturbo ai passeggeri.
La pericolosità intrinseca nelle modalità del viaggio aereo risulta
accentuata e il trasferimento particolarmente traumatico soprattutto se attuato
in stiva.
Infatti solo gli animali di piccola taglia possono sono
autorizzati al viaggio in cabina ( e anche in questo caso non è detto che sia
esente da gravi implicazioni e che il comportamento del personale risulti
adeguato, professionale o minimamente sensibile come purtroppo da casistica).
La maggior parte degli animali viaggia chiusa in gabbie di
dimensioni inadeguate e con una ventilazione decisamente insufficiente ( i
pannelli dei contenitori presentano una scarsa foratura ), al buio, in
condizioni rumorose, con la possibilità di essere sballottata e urtare contro
pareti o altri contenitori. La stiva anteriore ( le stive, pressurizzate, sono
tre : quella anteriore destinata agli animali, quella centrale per i bagagli e
quella posteriore), nel caso di trasporto di animali vivi, è/ dovrebbe essere
generalmente riscaldata, ma la temperatura non è elevata, ( il riscaldamento proviene sia dal vano
elettrico-elettronico sia che dall’aria di deflusso dalla cabina passeggeri).,
mentre non lo sono stiva centrale e posteriore. Inoltre gli aerei possono
escludere il riscaldamento alle stive nel caso si verifichino particolari
condizioni o problematiche.
Ancora esiste la possibilità del verificarsi di impreviste
e improvvise depressurizzazioni durante il volo ad alta quota ( la mancanza di
ossigeno provoca danni subitanei e irrimediabili e il primo organo a risentirne
è il cervello) motivo per cui piloti e passeggeri sono dotati di maschere
d’ossigeno che non sono però fornite agli animali
Per questi motivi il viaggio aereo è assolutamente sconsigliato agli animali di razze brachicefale
(buldog, boxer, carlini, pechinesi, ma anche gatti persiani, ecc.) e in
generale a tutti gli animali affetti da patologie cardiache o respiratorie per i quali il viaggio ha
effetti nefasti. Come è sconsigliabile l’uso di sedativi tranquillanti, sia che
per il viaggio in cabina che in stiva, i quali, provocando un abbassamento
della temperatura corporea che si somma
alle basse temperature dell’aereo, può determinare ipotermia nell’animale.
Lo spostamento aereo comporta quindi modalità di trasporto assolutamente inadatte agli animali
e le cui conseguenze possono essere molto gravi o mortali mentre la
preparazione del personale incaricato
risulta del tutto inadeguata.
Infatti nonostante l’emanazione da parte della Comunità
Europea di un regolamento ( N. 1/2005 del 22 dicembre 2004 ) per introdurre condizioni più idonee al
trasporto degli animali e alle operazioni connesse ( l’animale deve essere
accudito convenientemente con istruzioni fornite dall’umano convivente, deve
essere trasferito su un carrello adatto, tenuto al riparo da rumori e agenti
atmosferici, il contenitore per il trasporto deve avere dimensioni tali da
consentire il movimento dell’animale e la scelta della posizione in piedi,
seduto, ecc. ) questo risulta largamente disatteso dalle compagnie che
dovrebbero adeguare le proprie strutture e formare il personale per
rispettarle. A fronte di un costo di trasporto che risulta spesso elevato.
Meglio quindi evitare il viaggio in aereo di cani e
gatti se non in caso estremo o di trasferimento definitivo e senza altra
alternativa per quanto riguarda il mezzo di
trasporto.
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Sterilizzazione di cani e gatti : rischi e vantaggi correlati
venerdì 25 luglio 2014
Spiagge accessibili ed attrezzate per i cani
Trascorrere le vacanze con i propri animali è sempre meno problematico : anche in Italia infatti si sta diffondendo la formula della spiaggia dog-friendly e sono sempre più numerose le strutture che si sono attrezzate per accogliere i cani. Oltre al libero accesso al lido, per il benessere dell’animale, la soluzione migliore è quella di affittare una casa o un appartamento vacanze con animali ammessi ( proposti da HomeAway , Interhome, Homelidays ) ma anche il soggiorno presso un agriturismo o un bed&breakfast adeguatamente equipaggiati può essere piacevole. Di seguito alcuni siti che propongono elenchi delle spiaggie per cani in Italia :
http://www.uepa.it/informazioni-utili/in-vacanza-con-gli-animali/88-spiagge-cani Le spiagge accessibili ai cani in Italia
http://www.homeaway.it/info/idee-vacanze/vacanze-estate/affitti-case-vacanze-spiaggia/spiagge-cani/spiagge-cani-italia
http://www.spiaggia61.it/cani.htm Le spiagge per cani in Italia
http://www.homeaway.it/info/idee-vacanze/vacanze-estate/affitti-case-vacanze-spiaggia/spiagge-cani/spiagge-cani-italia Spiagge per cani in Italia 2014 : Guida vacanze estive con animali
http://baumiao.forumcommunity.net/?t=27486423 Lista delle spiagge italiane accessibili ai cani www.dogwelcome.it
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