lunedì 9 luglio 2018

Il mohair lana prodotta con metodi crudeli e brutali

In seguito alla campagna promossa dalla PETA molti marchi hanno deciso di eliminare l'uso e la vendita del mohair ( H&M, Esprit, Forever 21, ecc.) ed altri (Inditex , Esprit, la catena Zara) si sono impegnatati a vietare a breve questa lana ottenuta mediante negli allevamenti intensivi con enorme e gratuita sofferenza degli animali.
E nella speranza che altre ditte di abbigliamento, tra le quali Levi's o Ermenegildo Zegna Group, optino per la medesima soluzione.
La denuncia dell'associazione animalista era iniziata a maggio con la diffusione di video che svelano l'orrore della produzione del mohair. Il reportage era stato poi pubblicato dal quotidiano Washington Post.
Le riprese dei filmati sono state realizzate in 12 fattorie del Sud Africa ( nella regione di Karoo ), il maggior produttore mondiale di mohair, e mostrano le sevizie e violenze ( tra cui anche un operaio che decapita uno degli ovini ) inflitte alle capre d'angora in occasione della tosatura.
In queste fattorie la mortalità degli animali è assai elevata e circa il 25% degli ovini non raggiunge i 6 mesi di vita, età a cui avviene la prima tosatura.
Prima della tosatura per pulire la lana ( alcuni animali sono terrorizzati al punto di avere il mantello ricoperto di feci hanno il mantello ricoperto di feci per il terrore) le capre sono immerse in vasche con soluzioni chimiche la cui velenosità, tale da provocarne la morte se ingerite, non impedisce ai contadini di immergere a forza, spingendole sott'acqua, anche le teste degli ovini nel liquido.
Poi capretti ed adulti, come nella odierna produzione della lana, atterriti ed immobilizzati dal panico, sono brutalmente trascinati, feriti, mutilati se non addirittura uccisi per i tagli inferti durante la tosatura attuata molto velocemente, con modalità brutali e senza alcun riguardo per gli animali dal momento che la maggior parte degli addetti viene remunerato a quantitativo di lana tosata.
E i sopravvissuti, rimangono in assenza di riparo alcuno per 4/6 settimane dopo essere state privati del mantello che li protegge dal freddo a cui sono estremamente sensibili. Infatti, poichè con l'innalzarsi della temperatura le capre perderebbero naturalmente il vello invernale, sono sottoposte a tosatura prima della primavera quando la stagione è ancora rigida. Per questo molti animali muoiono per l'assenza di difesa dalle basse temperature con un tasso di mortalità che può arrivare anche all'80%.
Inoltre gli ovini subiscono operazioni estremamente dolorose come quali marchiatura mediante punzonatura con perforazione dell'orecchio, per mezzo di pinze molto aguzze, e castrazione con l'uso di strumentazione grossolana e senza anestesia alcuna.
Le capre che sopravvivono sono sottoposte a tosature ripetute per 5 / 6 anni finchè i loro denti sono consumati per la dieta inadatta a cui sono costrette e non riescono più ad alimentarsi. Sono allora vendute per essere macellate nei cortili delle fattorie in modo barbaro con attrezzi rudimentali senza sedazione o nei mattatoi dove le metodologie non sono meno crudeli.
L'organizzazione industriale Mohair SA, che produce circa il 50'% del mohair a livello mondiale ed esporta soprattutto nei paesi europei ed asiatici, ha sospeso la realizzazione della fibra nelle fattorie coinvolte nel video affermando di ritenere fuorviante l'immgine dell'industria trasmessa ed erroneo la maggior parte del rapporto. Ma il gruppo ha anche sostenuto che " Il trattamento degli animali determina in definitiva il reddito e la sostenibilità dell'agricoltore" legittimando così ogni violenza agita sugli animali in quanto motivata dal guadagno umano.
Purtroppo gli abusi nell'industria della lana sono da tempo divenuti la norma ed il settore del mohair non è esente da queste pratiche. Infatti solo la presa di coscienza dei consumatori ed il conseguente rifiuto di una fibra ottenuta in modo così cruento potranno indurre i marchi della moda ad evitare la commercializzazione di questi materiali.

per APPROFONDIMENTI






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martedì 12 giugno 2018

La strategia di Trump per ripristinare la caccia a lupi ed orsi anche nei parchi nazionali


L'amministrazione di Donald Trump si appresta a revocare i divieti di caccia a lupi ed orsi istituiti da Barack Obama in alcuni territori federali dell'Alaska.
L'amministrazione Usa ha varato nuove regole attraverso i National Park Service e pubblicate nel registro Federale per eliminare le restrizioni istituite dal 2015 alla caccia di lupi, orsi, caribù ed altri animali selvatici in Alaska. Le nuove norme stabiliscono la facoltà per ogni singolo stato di dotarsi di proprie direttive in merito con la facoltà di scavalcare anche la legislazione federale inerente alla salvaguardia di fauna e flora.
E' stata inoltre annunciata l'estensione del permesso di caccia e pesca a 30 National Wildlife Rifuges ampliando a 377 le aree protette in cui nelle quali si potrà praticare l'attività venatoria.
Per di più con la reintroduzione di metodi venatori alquanto controversi come l'uso di illuminazione artificiale e riflettori per la caccia in tana agli orsi in letargo, anche in presenza di cuccioli, l'impiego di cani e l'utilizzo di trappole ed esche alimentari quali ciambelle dolci e bacon per attirare i plantigradi e sparargli più agevolmente, e l'uso di imbarcazioni a motore per la caccia ai caribù.
E il ripristino di questi sistemi potrebbe essere consentito nei 20 milioni di ettari delle riserve nazionali dell'Alaska. Con un probabile danno all'economia del Paese dove la fauna selvatica rappresenta un richiamo turistico importante che si traduce in un notevole contributo alle finanze dello stato.
Ma è notorio che il presidente degli Stati Uniti sia un fautore dell'industria delle armi e dell'attività venatoria, anche di specie protette e finalizzata all'ottenimento di trofei. Caccia praticata anche dai suoi figli. E che viene interpretata come una "tradizione americana" da tramandare ai discendenti.
Di fatto la linea di Trump ha permesso alle forze più retrive del Paese di riemergere.
Le quali, dopo il fallito tentativo nel 2016 durante il governo Obama di escludere l'orso grizzly dall'elenco delle specie protette perchè a rischio estinzione motivando l'estromissione con l'aumento della popolazione dei plantigradi, sono riuscite nell'intento con l'amministrazione attuale.
Così dal 2017 il plantigrado non rientra più nella fauna protetta mentre la decisione sulla ripresa dell'attività venatoria è lasciata ad ogni singolo stato.
Con il risultato che gli animali che fuoriescono dalle aree tutelate delle riserve nazionali possono essere cacciati ( considerando che i parchi non hanno recinzioni di alcun tipo è facile comprendere quale sarà l'esito di tale risoluzione ).
E con la conseguenza che gli amministratori dello stato del Wyoming hanno approvato un provvedimento che permetterà da settembre 2018 l'uccisione di 22 orsi, di cui 12 femmine, in una vasta zona all'interno (a sud ed est) dei parchi nazionali di Yellowstone e di Gran Teton.
Mentre anche Montana ed Idaho, dove il numero dei plantigradi è cresciuto, si apprestano ad approvare le stesse disposizioni legislative e ad accogliere i cacciatori.
In modo piuttosto prevedibile la ripresa dell'attività venatoria asseconda allevatori ( che si lamentano degli sconfinamenti dei grizzly) e cacciatori di trofei.
La prima vittima nel 2016 era stata Scarface ( appellativo derivato dalle numerose cicatrici sul muso causate dai combattimenti con altri grizzly maschi), uno degli orsi più famosi di Yellowstone, ucciso nel novembre 2016 da un colpo d'arma da fuoco dopo essere stato attirato fuori dai confini del parco nazionale. L'autore del crimine è rimasto sconosciuto e quindi esentato dalla pena come ora rischiano di esserlo tutti i cacciatori la cui attività, in base ai nuovi provvedimenti, risulterà del tutto legale.


per APPROFONDIMENTI

https://www.corriere.it/animali/18_maggio_22/trump-caccia-orsi-lupi-parki-alaska-via-divieto-obama-1312a64c-5d91-11e8-b13c-dd6bf73f9db5.shtml

http:/https://www.tio.ch/estero/attualita/1260335/trump-rimuove-i-paletti-di-obama-per-la-caccia-a-orsi-e-

https://www.nonsoloanimali.com/humane-society-diffida-trump-dal-dare-il-via-alla-caccia-spietata-a-lupi-e-orsi-in-tana-con-cuccioli/

lupi/www.repubblica.it/ambiente/2018/05/25/news/_sparate_all_orso_yoghi_il_wyoming_autorizza_l_uccisione_di_22_grizzly-197348747/


https://www.corriere.it/esteri/17_giugno_25/grizzly-yellowstone-non-piu-protetto-fuori-parco-cacciano-50836a00-591b-11e7-9107-84a0da949716.shtml

https://www.ilmattino.it/pelo_e_contropelo/orso_grizzly_non_piu_razza_protetta_usa_riapre_caccia_24_maggio_2018-3753556.html

http://www.repubblica.it/ambiente/2016/05/06/news/scarface_il_grizzly_di_yellowstone_ucciso_come_il_leone_cecil-139211558/


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