lunedì 8 dicembre 2014

Contro L’abbattimento delle volpi ( e dalla loro parte)

La componente della relatività insita nell’occhio dell’osservatore spesso fa sì che la prospettiva muti a seconda del punto di vista dal quale si osservi la questione : e se fossero gli animali a decidere che il numero  degli esseri umani è eccessivo?
SOS VOLPI A PIACENZA  è una petizione da firmare indipendentemente dal luogo o nazione di residenza  :




E  un video significativo circa la natura della volpe:  






Anche se Dawn, la volpe del filmato, è un’eccezione ( questi canidi sono animali selvatici non domestici) dimostra tutto il suo affetto per i volontari del Nuneaton and Warwirckshire Wildlife Sanctuary che l’hanno trovata ferita e curata in un centro di soccorso per i cani. La volpe è molto legata alle persone che la accudiscono ed esprime manifesta il suo attaccamento con un comportamento affettuosissimo.


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venerdì 5 dicembre 2014

Emozioni e sentimenti degli animali




E’ ormai accertato che gli animali provino emozioni e sentimenti. Le emozioni sono risposte fisiologiche e comportamentali prodotte da determinate sollecitazioni esterne o interne e, mediante la valutazione di tali impulsi, consentono di esprimere condotte adattative e sviluppare strategie opportune. Sono quindi componenti indispensabili per la sopravvivenza. I sentimenti, che derivano dalle emozioni, sono la combinazione tra la natura dell’individuo, quale risultato di eredità genetica ed evoluzione individuale, e le circostanze specifiche. Sentimenti ed emozioni permettono di trasmettere logiche e stati emotivi.
Le emozioni indirizzano azioni e comportamenti animali generando memorie delle vicende esperite. Emozioni e stati emotivi sono associati a comportamenti specifici e peculiari. Riconoscere gli atteggiamenti dell’animale significa quindi individuare  le sue emozioni.
In particolare il cane sviluppa un rapporto empatico con l’uomo comprendendo i sentimenti dell’umano di riferimento con il quale condivide emozioni e stati d’animo (come dimostrato dalla ricerca eseguita realizzata compiuta dalla University of London Goldsmiths College ).Cerca di comprenderne il messaggio verbale ed il linguaggio ( studio effettuato dall’Università del Sussex nel Regno Unito e  pubblicata su “ Current Biology” ) se non di gestire il vocabolario umano come nel caso di Rico, il border collie che vive in Germania e che è in grado di conoscere il nome di oltre 200 oggetti.
E una tale osservazione dovrebbe guidarci nella direzione indicata anche da Margherita Hack “ … A meno che non si cominci a scendere dal nostro trono di esseri speciali e si cominci a guardare alle altre creature come esseri simili a noi, a soffrire delle loro sofferenze, a sentire il dovere morale di riconoscere che il mondo deve essere governato dalla legge di giustizia e non dalla legge del più forte, a roonoscere a tutti gli animali il diritto a vivere secondo la loro natura.” 

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venerdì 21 novembre 2014

Eleonora Schonwald e i daini : empatia e coraggio



Eleonora è una donna bellissima, in tutti i sensi. Di origine tedesca vive in Italia da circa cinquanta anni ed usa da tempo determinazione e risorse per aiutare animali in condizioni di emergenza.  E sono animali particolari quelli di cui si occupa Eleonora Schonwald : grossi felini, orsi presi in custodia dopo il fallimento di circhi o ritirati da zoo oltre a pappagalli, cavalli, cani, gatti e gigni.
Risoluta nella decisione di  prendere in affido nella sua tenuta di Castiglione, e quindi salvare, tutti i 67 daini del Parco pubblico di Classe dei quali la provincia di Ravenna ha decretato l’abbattimento.
Ha già organizzato ogni cosa tutto : veterinari esperti nella cattura con l’anestetico, personale ausiliario e trasporto. Ed è disposta a coprire tutte le spese relative alla cattura e il trasferimento.
Quella di  Eleonora, persona capace ed intelligente, è una battaglia di civiltà e la dimostrazione che sensibilità e forza riescono a trovare una soluzione alle problematiche di coesistenza tra animali umani e non umani per mezzo della disponibilità e dell’accoglienza invece della brutalità nell’auspicio che anche all’interno dell’appparato burocratico prevalga il buonsenso.





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sabato 8 novembre 2014

Sterilizzazione di cani e gatti : rischi e vantaggi correlati

Quella relativa alla sterilizzazione è una pratica molto diffusa.
Non sempre necessaria e soprattutto non priva di rischi anche di notevole entità.
Contrariamente a quanto divulgato la sterilizzazione non è affatto esente da pericoli, ma è un intervento a tutti gli effetti e come tale va considerata. Inoltre questa operazione, soprattutto per gli individui di genere femminile, risulta decisamente invasiva.
Deve essere quindi attentamente valutata per quanto concerne rischi e benefici.
Le informazioni disponibili spesso non fanno riferimento alle problematiche connesse all’intervento : frequentemente non sono infatti segnalati gli effetti e le insidie maggiori per la salute dell’animale, ma eventualmente solo quelli minori.
Invece la sterilizzazione comporta rischi inerenti alla chirurgia, rischi anestesiologici (reazioni avverse alle anestesie) o correlati all’eventualità di complicanze nella fase post operatoria (emorragie, infiammazioni, infezioni, ascessi, lacerazioni della ferita chirurgica, masticazione dei punti di sutura.) che possono determinare gravi ripercussioni, non sempre rimediabili, per la salute dell’animale provocandogli dolore e sofferenza.
E i problemi attinenti all’intervento possono derivare anche dalla trascuranza degli  indispensabili esami preventivi o dall’assenza di medici anestesisti, necessari come avviene per gli esseri umani, esperti con competenze specifiche in grado di agire con le modalità più idonee, riconoscere ed intervenire adeguatamente nelle situazioni impreviste e nelle emergenze.
Poiché anche la manovra di intubazione se non viene eseguita appropriatamente, con abilità e delicatezza, può provocare traumi e lesioni alla trachea con successivo sviluppo di laringiti e tracheiti.
Ma estremamente deleterie risultano pure l’insufficienza nell’igiene o la negligenza nelle procedure per la disinfezione e la sterilizzazione della strumentazione chirurgica, la superficialità nel seguire il decorso post operatorio che può comportare la mancata individuazione di patologie correlate  o il verificarsi di gravi complicazioni.
In assenza di una specifica letteratura medica veterinaria, alcuni studi effettuati circa le complicanze associate alla sterilizzazione indicano percentuali piuttosto elevate con un significativo tasso di patologie a carico delle vie respiratorie e del cavo orale.
La scelta del veterinario o della struttura a cui rivolgersi riveste quindi una grande importanza.
Per i motivi esposti a fronte dei benefici è necessario valutare gli effetti negativi della sterilizzazione sulla salute.
Che presenta i vantaggi inerenti alla rimozione e dei comportamenti tipici del periodo di estro, evita gravidanze indesiderate e permette il controllo dei concepimenti, scongiura i problemi legati al parto, l’insorgere di patologie riguardanti ovaie ed utero, evita l’insorgere di endometrite e piometra e di sviluppare tumori alle mammelle.
Inoltre comporta una riduzione dell’aggressività intraspecifica e del rischio di contrarre malattie infettive riducendo le probabilità, in particolare per gli individui di genere maschile, di incorrere in incidenti stradali durante la ricerca di partner, di ferirsi durante la contesa per la compagna o di accoppiarsi con animali portatori o malati. Svolge un’azione essenziale contro il vagabondaggio e il fenomeno dell’abbandono.
Mentre per quanto riguarda i pericoli collegati alla sterilizzazione occorre considerare le incognite che l’intervento comporta, la sua irreversibilità, il fatto che le modificazioni ormonali implicano un depauperamento del sistema immunitario (gli ormoni svolgono negli animali una funzione protettiva assimilabile a quella esercitata nel genere umano e la loro perdita provoca conseguentemente un abbassamento delle difese contro le infezioni ) che li espone ad un maggior rischio di sviluppare patologie tumorali. Inoltre le modifiche comportamentali, con l’alterazione delle caratteristiche e dei caratteri propri dell’animale, renderà il suo temperamento più tranquillo, privandolo però contemporaneamente di alcune delle peculiarità fondamentali e proprie della specie.
L’aumento dell’appetito e la riduzione dell’attività motoria possono causare soprappeso o addirittura obesità con i relativi rischi per la salute.
La prassi di sterilizzare, soprattutto i gatti, in età precoce e quindi anteriormente all’ultimazione dello sviluppo psicofisico può impedire la naturale maturazione dell’animale e determinare incontinenza nel cane ( poiché non si è permesso all’animale di raggiungere il controllo della vescica).
Nel cane poi aumentano le probabilità di sviluppare osteosarcoma (se effettuata prima dell’anno di età), angiosarcoma cardiaco, cancro alla prostata, tumori al tratto urinario, ipotiroidismo, oltre all’incremento di decadimento cognitivo geriatrico, di obesità e di reazioni avverse alle vaccinazioni.
Poiché in alcuni casi le problematiche connesse alla sterilizzazione possono rivelarsi superiori rispetto ai benefici per il benessere degli animali occorre valutare l’effettiva necessità dell’intervento di sterilizzazione per evitare di sottoporre l’animale ad operazioni superflue o addirittura nocive dannose.
Rischi e vantaggi nel lungo periodo possono mutare sensibilmente per ogni soggetto ed essere fortemente influenzati da  specie, razza, sesso, età e condizioni di salute.
E nel caso in cui si opti per la sterilizzazione è fondamentale valutare accuratamente l’ambulatorio o la clinica/ospedale veterinario cui rivolgersi. Qualunque sia la struttura  è opportuno che sia adeguatamente attrezzata con personale medico in grado di provvedere alle fasi preparatorie, di gestire la somministrazione dell’anestesia e preparato ad affrontare eventuali imprevisti. In particolare per le razze brachicefale o per gli animali che presentano problematiche respiratorie o cardiache.
E’ poi indispensabile monitorare accuratamente l’animale nelle fasi di convalescenza post operatorie per riconoscere l’insorgere di complicanze ed agire tempestivamente. Perché spesso la tempistica d’intervento  fa la differenza e determina una rapida guarigione, un esito infausto  o una dannosa cronicizzazione.

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sabato 18 ottobre 2014

Qualcosa in comune







Il Daily Mail ( http://www.dailymail.co.uk/news/article-2788307/do-mum-delight-baby-baboon-mum-plays-aeroplane.html ) ha pubblicato la sequenza fotografica di una madre babbuino che gioca con il suo piccolo sollevandolo in aria in modo molto similie a quanto fanno gli esseri umani.
La scena è stata immortalata in Sudafrica, nel Parco Nazionale Kruger, da Mariana de Klerk, un’insegnante che vive ai margini della riserva, ed è la conferma che il patrimonio genetico non è acqua. 

domenica 5 ottobre 2014

Gatti e uomini




Articolo interessante quello pubblicato sul Washington Post http://www.washingtonpost.com/wp-dyn/articles/A29937-2004Jun9.html ) relativo alla conoscenza e interpretazione del comportamento del gatto redatto di da John Bradshaw, direttore dell’Istituto di Antrozoologia dell’Università di Bristol. L’articolo,  precedentemente presentato sulla rivista NewScientist, fa riferimento al libro “ Cat sense” dello stesso autore in cui si descrivono le conclusioni dello studio trentennale del comportamento e dell'interazione cane/ gatto - umano.
L’analisi relativa alla dinamica comportamentale dei piccoli felini è illuminante soprattutto nell’evidenziare che il gatto è ancora sostanzialmente un animale selvatico.
La cosa non è senza importanza dal momento che la convivenza con il felino porta spesso a sottovalutare questo aspetto del gatto. Il mancato riconoscimento della sua indole e, di conseguenza delle sue esigenze per quanto riguarda spazi ed atteggiamenti,  può essere causa di disagio e stress per l’animale. Bradshaw sostiene che, conseguentemente all’evoluzione della specie, i gatti siano animali solitari che non hanno sviluppato forme di socialità con i propri simili generalmente considerati come competitori. Solo con l’addomesticamento e lo sviluppo di contatti con gli esseri umani si è verificata la necessità di stabilire relazioni intraspecifiche per approfittare della nuova disponibilità di risorse (probabilmente i gatti hanno iniziato a raggrupparsi attorno ai granai). Ma secondo Bradshaw i rapporti con i propri pari rimangono improntati alla diffidenza. 
Dallo studio compiuto dal suo team è infatti emerso che le relazioni tra felini che convivono nella stessa abitazione sono frequentemente conflittuali. E la forzata coabitazione può essere fonte di stress per i gatti poiché contraria a comportamenti connaturati alla specie. Il gatto non è un cane, che era un animale sociale già prima della domesticazione. L’uomo contemporaneo, con il suo stile di vita, si ostina ad esigere dal gatto atteggiamenti estranei se non addirittura opposti alla sua natura ed a ciò che gli è stato richiesto dall’evoluzione. Con il risultato di provocare ansia e malessere all’animale. Che ha invece necessità di luoghi dove esercitare azioni predatorie, di perlustrazione e controllo territoriale, in sostanza di mettere in atto caratteri e comportamenti innati. Mentre spesso gli sono imposte condizioni di vita che risultano per lui logoranti e delle quali sono espressione anche cistiti e dermatiti, disturbi frequenti nei gatti e con marcato fattore psicologico. 
Ma la parte forse più singolare del testo di Bradshaw è quella inerente al rapporto gatto-uomo. Infatti i gatti, compreso che l’uomo reagisce positivamente ai miagolii, sviluppano vocalizzi adatti alle determinate occasioni elaborando un idioma specifico e personalizzato in quanto inteso da ambedue i soggetti, umano e felino, coinvolti nella relazione, ma non partecipato da altri individui delle specie. I gatti manifestano quindi una notevole adattabilità e la capacità, mediante il legame affettivo, di attuare un “ comportamento manipolativo” da interpretarsi quale abilità nel concordare le condizioni del rapporto amicale per giungere ad una equilibrata e soddisfacente sintonia.  Il risultato è probabilmente quello di un proficuo addestramento reciproco.

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giovedì 11 settembre 2014

Perché?


La morte colpisce sempre.
Ma quella di una madre, che condanna conseguentemente anche i suoi cuccioli alla stessa sorte, ancora di più.
Una violenza ingiustficata e gratuita operata oltretutto con denaro pubblico…
L’unica colpa di Daniza è stata quella di aver voluto difendere i suoi piccoli.
In quale animale, l’umano o il non umano, è connaturata la ferocia?



LA ZAMPA

11/09/2014

L’orsa Danza uccisa dalla narcosi che serviva a catturarla. L’animale non è sopravvissuto alla somministrazione del sonnifero 

A ferragosto, per difendere i suoi cuccioli, aveva ferito un uomo nei boschi del Trentino. Un testimone racconta : “Nei giorni scorsi ha aggredito e ucciso otto pecore in un ovile” . Preso e subito liberato anche uno dei suoi piccoli. vedi APPROFONDIMENTI  



Morta Danza, uccisa durante la cattura. Esplode la rabbia.

Non è sopravvissuta alla narcosi che le era stata effettuata per catturarla. Aperta un’indagine mentre l’Enpa chiede le dimissioni del ministro dell’Ambiente. vedi APPROFONDIMENTI