martedì 27 giugno 2017

Carne di cane a Bali : un massacro celato





Oltre al tristemente famoso Festival della carne di cane di Yulin (Cina ) la carneficina di cani avviene anche a Bali. Una strage silenziosa quella documentata da un'indagine Animals Australia nella nota meta turistica realizzata con l'usueto raccapricciante rituale.
I cani di strada, che da sempre convivono pacificamente con la popolazione locale, sono catturati ( alcuni vengono avvelenati) picchiati e rinchiusi in gabbie di bambù o sacchi di plastica dove, legati e con la bocca chiusa dal nastro adesivo, attendono terrorizzati ore o giorni senza acqua nè cibo di essere fatti a pezzi. La macellazione avviene di notte a pochi isolati di distanza dai centri turistici.
Un traffico i cui numeri superano di gran lunga ( 7 volte) quelli di Yulin.
Il commercio di carne di cane è infatti consentito dal governo di Bali, anche se la maggioranza della popolazione si dichiara contraria, ed è alimentato in parte ed inconsapevolmente dal turismo internazionale.
La provenienza della carne a Bali può infatti risultare incerta, dal momento che alcuni venditori mentono sull'origine del genere alimentare commercializzato per realizzare un rapido profitto, e quella consumata può quindi essere di cane.
Per chiedere la fine del commercio di carne di cane si può firmare la petizione e sostenere la campagna al link https://secure.animalsaustralia.org/take_action/bali-dog-meat-trade/index.php?r=594a361e2bf6b1498035742&ua_s=e-mail





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venerdì 23 giugno 2017

Anche gli assessori lo fanno ( abbandonare i cani )


Purtroppo come per la violenza contro le donne anche quella usata sugli animali è trasversale. E l'episodio avvenuto a Caltagirone, provincia di Catania, che vede implicato l'assessore alla Cultura del Comune, Vito Dicara, filmato dalle telecamere di sicurezza dell'abitazione mentre scarica dall'auto e lascia uno scatolone contenente 4 cuccioli di cane davanti alla villa di una nota animalista locale lo dimostra ancora una volta.
La donna, con la consegna del video ai Carabinieri, ha permesso di rintracciare l'intestatario della vettura ( l'assessore appunto) che è stato denunciato per abbandono e maltrattamento ( i piccoli sono stati lasciati senza acqua nè cibo in zona assolata) di animali. Il funzionario si è autosospeso dall'incarico fornendo la sua spiegazione dell'accaduto, ossia di aver trovato i cuccioli davanti alla propria abitazione e di aver pensato, in un momento di confusione, di lasciarli accanto alla dimora di persone conosciute per l'impegno animalista sperando in un salvataggio.
Fortunatamente la signora si è dimostrata sensibile ancora una volta ed ha deciso di adottare tutti i cagnolini che le sono stati affidati.
Mentre gli abitanti di Caltagirone potrebbero legittimamente interrogarsi sull'affidabilità e lealtà che un ( ex) rappresentante dell'amministrazione locale,  il quale non esita ad abbandonare il miglior amico dell'uomo per di più in tenerissima età, può mostrare verso i propri concittadini.

sabato 17 giugno 2017

Abusi e violenze nei circhi e nei giardini zoologici, strutture che impongono inaccettabili condizioni di vita degli animali

Animali che scappano (come i 4 cammelli che hanno superato la recinzione del recinto a una settantina di km da Bruxelles) o che si ribellano ed attaccano gli addestratori ( come il leone che in Francia ha ferito gravemente il domatore o la tigre siberiana dello Hametron Zoo Park, in Inghilterra, rinchiusa da anni in pochi metri quadrati che ha ucciso una guardiana dello zoo entrata nel suo recinto ) sono solo le ultime notizie dei tentativi di ribellione delle creature ad una vita di violenze e soprusi imposti nei circhi e nei giardini zoologici.
Perchè ciò che viene celato agli occhi degli spettatori e talvolta anche dei veterinari sono le reali condizioni di vita degli animali utilizzati negli spettacoli. Un'esistenza di sfruttamento, maltrattamenti e sevizie se non vere e proprie torture inflitte allo scopo di costringere queste creature ad assumere posture ed a svolgere "esercizi" assurdi ed al limite di ciò che la loro struttura fisica permette.
Come dimostra anche il filmato girato di nascosto dalla ong ADI nell'arco di 15 anni in differenti circhi della Gran Bretagna ( e presentato da Eurogroup for Animals presso il parlamento europeo a Bruxelles nell'aprile scorso per sensibilizzare circa la graduale dismissione dei circhi con animali in Europa) che evidenzia come le condizioni degli animali rimangano inalterate in molte delle strutture circensi con una realtà drammatica fatta di frustate, bastonate, colpi con uncini, catene così corte da impedire qualsiasi movimento, gabbie di dimensioni estremamente ridotte e giacigli luridi.
Condizioni frequentemente mascherate durante le ispezioni della polizia veterinaria con la presentazione di situazioni di detenzione rientranti nelle normative.
L'opinione pubblica è però sempre più contraria allo sfruttamento degli animali negli spettacoli circensi ( a Kiev nell'aprile scorso si è tenuta una manifestazione a riguardo proprio in seguito all'abbattimento di una leonessa scappata "evasa da un circo) .
Ed aumenta, pure in Italia, il numero dei circhi denunciati per maltrattamento e detenzione in condizioni inadeguate, mancato rispetto della convenzione CITES a tutela del benessere animale e della sicurezza degli spettatori oltre che delle norme inerenti le condizioni di detenzione e di trasporto di animali pericolosi.
Infatti violazione ed elusione delle disposiziobni vigenti in materia sono sistematiche attraverso il ricorso ad interpretazioni pretestuose o disposizioni formulate allo scopo anche da parte delle autorità nonostante il recepimento e la conferma dell'importanza del valore delle norme CITES nella Legge 426/98.
Medesime risultano le condizioni di detenzione degli animali presso gli zoo, i parchi ecc. ( di una settimana fa la notizia del sequestro di 4 cercopitechi rinchiuse da anni nel Lago parco zoo di Castelvetro, Modena; dello scorso aprile il video filmato della Peta che ha svelato l'uso di aste metalliche con uncino per addestrare i cuccioli di elefante a compiere esercizi da parte di alcuni custodi dello zoo di Hannover).
E che vedono sul territorio italiano una situazione anomala. Infatti benchè i giardini zoologici non siano considerati luoghi di intrattenimento e spettacolo dalla legislazione europea, nel nostro Paese una legge del 1968 equipara alcune strutture che detengono animali in cattività con i circhi e gli spettacoli viaggianti. Dal momento che questi ultimi ricevono finanziamenti pubblici, al fine di usufruirne delle sovvenzioni statali in Italia vi sono degli zoo delle strutture zoologici con parchi divertimento al loro interno.
Strutture che in parecchi casi risultano addirittura abusive pur se aperte al pubblico pagante o che non rispettano la normativa relativa all'importazione come nei casi più recenti ( 2015 sequestro in Sardegna di due strutture zoologiche abusive in quanto senza regolare licenza nonostante da tempo aperte al pubblico delle quali una, in provincia di Medio Campidano , ospitava specie esotiche a rischio di estinzione ed animali pericolosi in spazi angusti ed in pessime condizioni e l'altra, in provincia di Nuoro, realizzata come allevamento di struzzi deteneva procioni, scimmie ed un canguro; giugno 2016 confisca dal Parco delle Cornelle, Bergamo, di una settantina di esemplari appartenenti a specie protette importati illegalmente e senza rispettare la convenzione CITES; 2016 nel comune di Saviano, Napoli, sequestro di uno zoo clandestino in cui nel quale si trovavano oltre 100 animali appartenenti anche specie a specie esotiche e protette ).
Incrementano di conseguenza le segnalazioni di maltrattamenti ed abusi da parte di associazioni animaliste e cittadini ed aumentano le ispezioni di veterinari e forze dell'ordine, l'applicazione di sanzioni pecuniarie ed i divieti di utilizzo oltre che i sequestri, da parte delle autorità giudiziarie, di animali detenuti in condizioni inacettabili. Pure se non risulta affatto semplice trovare luoghi idonei ad ospitare le traumatizzate creature e spesso ciò significa che vengono affidate in custodia giudiziale, anche se temporanea, proprio agli stessi aguzzini ai quali erano state requisite.
Purtroppo la componente più reazionaria e retriva ( circensi in prima linea) del nostro Paese, e non solo, prosegue nella assurda richiesta di continuità di una tradizione che vuole la presenza degli animali negli spettacoli testimoniando la difficoltà ad affrancarsi dal passato per realizzare un effettivo ammodernamento.
Perchè quello degli animali detenuti in prigionia in strutture ai fini di intrattenimento è un business i cui scopi sono prettamente economici ( la salvaguardia delle specie a rischio di estinzione va effettuata con politiche e programmi di conservazione in ambito locale mediante la tutela dell'habitat poichè gli esemplari nati in cattività e completamente dipendenti dall'uomo non sono in grado di procurarsi cibo e difendersi nell'ambiente naturale ).
Queste strutture risultano infatti del tutto inefficaci in termini di ripopolamento mentre presentano un'elevata pericolosità nelle fasi di cattura e trasporto anche per gli individui nati in cattività e ceduti ad altre strutture.
Inoltre le condizioni di captivazione provocano grande disagio e sofferenza negli individui poichè la reclusione inibisce le necessità etologiche e li costringe alla sopravvivenza in condizioni innaturali in spazi impropri, in gabbie anguste o perennemente legati a catene (impediti nei movimenti o addirittura immobilizzati), in contesti climatici estranei e spesso opposti a quelli del luogo d'origine, in una situazione di stress causato dalla costante presenza dei visitatori od obbligati ad esibizioni antitetiche alla loro natura.

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venerdì 9 giugno 2017

Nuovo pericolo per gli orsi: autorizzata la realizzazione di una seggiovia nel Parco Nazionale della Majella

In data 30 maggio 2017 il Comitato regionale per la Valutazione di Incidenza Ambientale (VIA) della Regione Abruzzo ha esaminato ed approvato la realizzazione di una seggiovia a Gamberale all'interno del Parco Nazionale della Majella.
Sullo stesso sito dove 15 anni prima fa era fallito un precedente impianto di risalita e benchè l'opera ricada in area protetta ( in quanto Parco Nazionale ) sottoposta a vincolo paesaggistico ai sensi del D.Lgs 42/2004.
Motivazione dell'autorizzazione il fatto che l'intervento non costituisca un'opera di nuova costruzione ( è denominato "intervento di ristrutturazione e ammodernamento di impianto scioviario esistente" ) in quanto l'infrastruttura risulta già presente. ( Viene però precisato che il parere non attiene alla realizzaziione del parcheggio o di lavori sulla pista) .
Nonostante il territorio faccia parte dell'Important Bird Area (IBA) Majella, Monti Pizzi e Monti Frentani, ricada in un sito classificato come Zona di Protezione Speciale e sia interessato dall'area del PATOM designata dalla Regione Abruzzo con differenti livelli di idoneità dell'habitat dell'orso.
Perchè l'area la zona è stata ricolonizzata dall'orso bruno marsicano. : dal 2014 è frequentata dai plantigradi con la presenza stabile di una femmina ( l'animale è munito di radiocollare e la sua localizzazione risulta accertata già 5 mesi prima del rilascio del Nulla Osta al progetto da parte dell'Ente parco ).
Le associazioni Wwf e Salviamo l'Orso reputano l'impianto deletereo per l'area naturale ed inutile per l'economia locale dal momento che i cambiamenti climatici hanno reso impraticabile lo sci a quella altitudine dell'Appennino ( si è infatti abbreviato il periodo di innevamento ed è aumentata alzata la quota neve ). Mentre il ricorso alla neve artificiale mediante l'uso di "cannoni " risulterebbe antieconomico e gravemente impattante sull'ambiente.
Quello autorizzato è quindi un progetto destinato a sprecare territorio e risorse ambientali ed a dissipare denaro pubblico.
Al contrario sarebbe necessario salvaguardare l'habitat degli animali selvatici soprattutto se inseriti in un contesto protetto come quello di un Parco nazionale al fine di evitare il reitarsi di episodi in cui ancora una volta incolpevoli creature sono sacrificate ad interessi economici privati.
La circostanza ricorda infatti la triste vicenda di un'orsa con due cuccioli addormentata per sempre da una dose di narcotico.

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