giovedì 20 agosto 2015

La depurazione dell’acqua realizzata con sistemi naturali ( le bucce della frutta )









Già nel 1972 alcuni scienziati in Thailandia avevano sperimentato l’impiego della fibra di cocco e della lolla del riso nel processo di assorbimento di contaminanti ed altri  residui presenti nell’acqua.
Alcuni anni fa un chimico brasiliano, Milena Boniolo dell’Università Federale di Sao Carlos, ha scoperto che le bucce di banana, essiccate e ridotte in polvere, depurano l’acqua inquinata.
E recentemente anche un team di ricercatori indiani, sotto la guida del Prof. Suresh Valiyaveeettil del Dipartimento di Chimica della Singapore National ’University, è giunto alla medesima conclusione utilizzando bucce di frutti diversi quali avocado, melone giallo, pitaya, mela,  pomodoro.
Il procedimento attraverso il quale le bucce svolgono un’azione depurativa è il medesimo : l’attrazione delle cariche elettriche. Infatti le bucce (di banana, pomodoro, mela ) di frutti con elevate quantità di azoto ed altre sostanze chimiche hanno molti elettroni (di carica negativa) che attraggono le cariche positive generalmente presenti nei metalli contenuti nell’acqua inquinata. Le bucce assorbono gli ioni tosici dei metalli pesanti, soprattutto rame e piombo, pesticidi, nanoparticelle, conservanti presenti nell’acqua. 
Il procedimento può essere ripetuto più volte fino alla purificazione completa dell’acqua. Inoltre non occorre trattare chimicamente le bucce che in alcuni casi possono possono essere riutilizzate (quelle di banana fino ad 11 volte ) per un ulteriore trattamento depurativo.
Questa tecnica che impiega i rifiuti organici per la rimozione delle sostanze nocive dall’acqua risulta quindi anche economicamente vantaggiosa. In tal modo il sistema di azione purificatrice di contaminanti svolta da rifiuti biodegradabili, per la sua estrema semplicità, può essere utilizzato pure in ambito domestico e perfino nelle zone rurali remote.







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lunedì 10 agosto 2015

Ogm e pesticidi causa dell’aumento incremento delle intolleranze alimentari e delle allergie

Medici ed oncologi concordano sull’importanza che l’alimentazione riveste per la salute.
Alimenti con elevata presenza di elementi chimici , anche in conseguenza di un uso smodato di pesticidi ed ogm sono responsabilili dell’aumento esponenziale negli ultimi decenni di allergie ed intolleranze alimentari.
Il sistema immunitario dell’individuo può infatti essere modificato durante la gestazione  e trasmesso alterato al futuro nascituro.
I pesticidi sono sostanze tossiche che annientano microrganismi ed esseri viventi: in agricoltura nella categoria di fitofarmaci rientrano elementi chimici, diserbanti, fungicidi ecc utilizzati per debellare insetti, batteri, piante infestanti, ecc. Invisibili, bioaccumulabili contaminano cibo, suolo ed acque.
L’uso di pesticidi, e soprattutto di quelli tossici,  ha registrato un incremento notevole in seguito all’introduziione delle coltivazioni geneticamente modificate (il glifosato contenuto nell’erbicida Roundup, il 2,4 D che è un componente dell’agente Orange , l’atrazina vietata in Europa,ecc. )  per ora impiegate principalmente nei foraggi e mangimi per gli animali.
Ma anche altre sostanze impiegate nella produzione del cibo hanno effetti deleteri.
Solfiti (derivati dalla combustione del petrolio sono responsabili di effetti di sensibilizzazione come problemi respiratori in individui asmatici affetti d’asma) e anidride solforosa (gas incolore individuato dalla sigla E220  estremamente irritante e causa di molteplici patogie risultano ampiamente utilizzati come coloranti, antiossidanti e conservanti nell’industria alimentare e farmaceutica. Ma anche metalli ( alluminio ), metalli pesanti, sostanze tossiche ( come l’arsenico addizionato al mangime del pollame).
Ed ancora alimenti infetti da micotossine ( sostanze tossiche prodotte da alcuni funghi e lieviti in ambienti e situazioni speciali ) ritenute addirittura perfino più nocive degli antiparassitari. micotossine  (presenti anche in molti latti ed omogeneizzati di carne per i bambini), batteri, salmonella ( l’agente patogeno che contamina maggiormente i cibi).
Menzione particolare merita la melamina ( sostanza ottenuta dal carbone ed usata nella produzione delle materie plastiche e come fertilizzante) che, tra le tossine, risulta particolarmente pericolosa e che è stata per anni aggiunta come “proteina” agli alimenti per animali soprattutto nei cibi prodotti negli Stati Uniti e in Cina  e commercializzati  anche in Paesi esteri. In Cina la melamina è tuttora addizionata in polvere alla farina di riso aggiunta agli alimenti in scatola per animali.  E’ infatti un supplemento che accresce la frazione proteica in modo economico rispetto all’addizione delle proteine del mais, grano o soia. Si ritiene che l’associazione tra la melamina e l’acido cianurico, come la prima elemento di contaminazione del cibo per pet, generi la formazione di cristalli nocivi per l’attività renale motivo di parecchi casi di morte di cani e gatti
La melanina è stata inoltre l’agente contaminante del latte in polvere responsabile dell’intossicazione di moltissimi bambini cinesi.
Poiché la domanda è in grado di influenzare la produzione è preferibile privilegiare l’acquisto di prodotti biologici.
La scelta di cibi biologici può essere molto utile dal momento che contengono un numero di additivi alimentari, potenzialmente allergizzanti, di molto inferiore a quelli comuni


per APPROFONDIMENTI    : 




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martedì 4 agosto 2015

Onu : approvata una risoluzione contro i crimini di natura










Intrapresa da Gabon e Germania ed appoggiata da più di 70 stati , tra i quali anche l’Italia, è stata infine approvata all’unanimità dall’assemblea generale dell’Onu una risoluzione contro il traffico di fauna selvatica.
Il provvedimento è stato adottato anche in seguito all’episodio dell’uccisione del leone Cecil divenuto il simbolo, oltre che dello Zimbabwe, anche della lotta al bracconaggio ed al mercato degli animali selvatici.
L’obiettivo dell’accordo è la prevenzione ed il contrasto del traffico illegale di specie protette e selvatiche che caratterizzano un commercio assai redditizio a fronte di rischi irrisori. La risoluzione mira ad un incremento della pianificazione delle attività di polizia ed al potenziamento delle azioni giudiziarie sollecitando contemporaneamente i singoli Paesi al coinvolgimento partecipe ed attivo delle collettività locali per l’ottimizzazione delle risorse naturali.
La determinazione rileva inoltre la necessità di ricorrere a strumenti organizzativi sopranazionali e sottolinea l’esigenza per ogni Paese di ostacolare corruzione e riciclaggio per combattare la criminalità  che gestisce il commercio illegale della fauna selvaggia .
Dal prossimo anno, 2016, il segretario generale delle Nazioni Unite dovrà redigere una relazione annuale relativa all’andamento dei crimini di natura compiuti verso gli animali selvatici ed alla concretizzazione della risoluzione in ciascuno degli stati aderenti con indicazioni per provvedimenti aggiuntivi.
Purtroppo la delibera non è giuridicamente vincolante demandando di fatto all’arbitrio dei singoli Paesi l’attuazione e ciò rischia ancora una volta di determinarne la scarsa incisività.











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mercoledì 29 luglio 2015

La morte del leone Cecil simbolo dello Zimbabwe


Il dottor  Palmer non è un esteta. E non è un individuo empatico.
La natura non è stata generosa con il dentista del Minnesota, ha abbondato solo in malvagità e ferocia, ed è stato forse per una forma di invidia della bellezza che ha sviluppato come uniche metodologie relazionali con gli esseri viventi quelle improntate a sopruso e violenza  (vedi accusa per molestie sessuali ripottata dal  Telegraph). Inoltre Walter Palmer era già stato implicato in episodi naloghi.
Oltre alle modalità della esecuzione del leone Cecil ( attirato con un’esca all’esterno del parco Hwange, ferito con arco e frecce, braccato per 40 ore e finito con arma da fuoco, decapitato e scuoiato)  risulta allarmante che un medico si diletti con una pratica così crudele come la caccia, non disdegni di ricorrere a espedienti illegali utilizzando metodiche particolarmente cruenti. La vicenda è esplicativo chiarificatrice della vera essenza di una tale figura con buona pace dei  pazienti alle cui  mani si affidano.
Dai ritratti fotografici del dottor Palmer con i suoi trofei di caccia si evince infatti che la professione di dentista sia stata con ogni probabilità un ripiego : verosimilmente avrebbe preferito lo scannatoio all’ambulatorio  medico..
Inquietante anche il fatto che il collare Gps, di cui il felino era munito, non sia stato di alcuna utilità per salvare Cecil.
L’episodio è avvenuto nei primi giorni di luglio ed oltre a Palmer sono implicati il  cacciatore professionista che gli è stato da guida, il proprietario del terreno dove è stato rinvenuto il corpo del leone e due guardie del parco che hanno aiutato il cacciatore ricevendo una somma equivalente a 50.000 euro. Il segnalatore Gps è stato semidistrutto mentre la testa di Cecil non è ancora stata ritrovata. 
Le autorità dello Zimbabwe, che hanno comunicato la notizia solo il 26 luglio, hanno manifestato la volontà di perseguire i responsabili mentre il grande clamore suscitato della vicenda ha rivelato al mondo le condizioni dei leoni africani. 


sabato 25 luglio 2015

Triste conclusione della vicenda dell’orsa KJ2 : sarà rinchiusa o abbattuta







La vicenda ( e l’esistenza ) di KJ2 , l’orsa responsabile dell’aggressione allo jogger di Cadine, sta per avviarsi alla conclusione. L’animale non è più nella zona di Cadine ed è controllata costantemente.
Il presidente della Provincia Ugo Rossi aveva firmato l'ordinanza, adottata d’urgenza in seguito all’episodio, che autorizzava l’abbattimento o la reclusione nell’area di Casteller, a Trento.
La sorte del plantigrado è quindi decisa. Il provvedimento amministrativo stabilisce ancora una volta esito infausto per il destino di un animale che ha adottato codici comportamentali connaturati.
Il susseguirsi di occasioni perdute, per quanto riguarda la capacità di gestire il rapporto con la fauna selvatica,  risulta decisamente significativo della manifesta inabilità in tal senso.
Quasi l’interesse nei confronti degli specie selvatiche derivasse in larga misura dall’erogazione di fondi economici (di qualunque natura essi siano). Motivo per cui la cessazione dell’assegnazione dei contributi, come nel caso della popolazione dei lupi, diviene causa della loro condanna  a morte.






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venerdì 17 luglio 2015

Il difficile rapporto del Trentino con gli orsi : proposta la licenza di uccidere




Suscita una certa perplessità la richiesta avanzata dalla Provincia autonoma di Trento di poter procedere alla cattura e all’abbattimento degli orsi considerati pericolosi o che causano danneggiamenti ripetuti.
E’ stato in seguito ad un progetto europeo, ed ai relativi consistenti finanziamenti, che i plantigradi sono stati reintrodotti in Trentino. Con beneficio del turismo che ha registrato un incremento delle presenze richiamate dalla possibilità di osservare la fauna selvatica.
E’ legittimo domandarsi se sia fallita la convivenza della comunità locale con specie non domestiche o se  fosse presente dall’origine la volontà di tradurre un piano di ripopolamento in un distretto venatorio.
In quanto pare difficile credere alla mancanza di consapevolezza circa le problematiche inerenti la coesistenza  con animali selvaggi. E della conseguente necessità di formare la popolazione del luogo ed istruire gli escursionisti  circa l’esigenza di adottare adeguate norme comportamentali.
La morte di Daniza e degli altri orsi irragionevolmente immolati dovrebbe far riflettere ed esortare a considerare e rispettare necessità e territorio degli animali non a farne bersaglio per le armi da fuoco allorquando manifestano caratteristiche comportamentali innate e peculiari della specie.





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