domenica 26 aprile 2015

I cavalli selvaggi dell’Aveto : nuovamente in libertà dopo la cattura


La diffusione della notizia tramite web ed il provvidenziale intervento dell’on. Michela Vittoria Brambilla sono stati decisivi per persuadere il sindaco di Borzonasca, comune nell’entroterra di Chiavari, ad autorizzare la liberazione dei cavalli selvaggi dell’Aveto.
Nei giorni precedenti dieci esemplari del branco di circa quaranta animali che vivono liberi  nella valle dell’Aveto, in seguito ad un’ordinanza del sindaco, erano stati catturati e rinchiusi in un recinto a Bevena. In una zona distante da case e centro abitato. Poiché proprio in seguito al loro recente avvicinamento alle abitazioni i residenti  lamentavano danneggiamenti alle proprietà ( pascolo negli orti e nelle coltivazioni, transito e attraversamento stradale).
La mandria, che vive nella valle da una ventina d’anni e risulta perfettamente inserita nell’ambiente naturale, si è formata in seguito all’abbandono di alcuni animali per la morte dell’allevatore.
La vicenda ripropone la consueta problematica della convivenza tra animali selvatici e popolazione umana. La questione è in realtà un falso problema : il tema va affrontato con il riconoscimento dei diritti, e quindi pure di spazi adeguati, anche per le creature non umane.
La soluzione in questo caso consiste nell’assicurare ai cavalli la possibilità di vivere allo stato brado organizzando pascoli sufficienti a nutrire la mandria in tutte le stagioni, evitando così la necessità per gli animali di intrusioni nelle aree coltivate e dell’avvicinamento ai centri abitati.
La stessa risoluzione prospettata dall’associazione Wild Horse Watching, che aveva denunciato la morte di una giumenta e le ferite riportate dai cavalli in seguito alla cattura ed alle pessime condizioni di detenzione, e dall’ex ministro Brambilla la quale auspica l’intervento della Regione per la salvaguardia dei cavalli e della loro libertà mediante la predisposizione di passaggi e recinzioni che impediscano la sovrapposizione di attività umane ed equine.

giovedì 16 aprile 2015

L’incendio del Rifugio Italia di Andrea Cisternino in Ucraina


Un inferno di fuoco nella notte tra sabato e domenica 12 aprile ha distrutto il Rifugio Italia, canile creato da  Andrea Cisternino, fotoreporter e attivista animalista, in Ucraina nei pressi di Kiev.
L’incendio, doloso ( pare sia stato versato liquido infiammabile attorno all’area della struttura), è stato appiccato da ignoti. Evidente la volontà di provocare una strage. In un Paese dove il ricorso allo sterminio dei cani non è una novità, ma purtroppo una problematica di lunga data, quasi una terribile consuetudine che ha raggiunto la massima gravità con il massacro compiuto dal 2009 in prospettiva vista del Campionato Europeo di Calcio 2012.
Proprio Andrea Cisternino aveva denunciato e documentato la violenza attuata dai dog hunter sui cani ed ha dato vita insieme alla moglie la Fondazione internazionale Animal Protection League, con sede a Kiev, per salvare animali in Ucraina e nel Mondo. Con questo scopo, sottrarre il maggior numero possibile di randagi dall’accanimento sadico dei cacciatori di cani, aveva realizzato il Rifugio Italia.
Ora è tutto da ricostruire, ma gli aiuti si stanno organizzando. Per contrastare quella forma di autismo emotivo causa di cecità dell’anima che non permette di cogliere la straordinaria bellezza degli animali non umani.



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venerdì 10 aprile 2015

L’espressione artistica degli animali

  

Che gli animali abbiano spiccata sensibilità alla bellezza è notorio.
Parimenti meno conosciuta è la loro inclinazione all’espressione artistica, pratica che il genere umano avoca solo a se nonostante le numerose e opposte attestazioni.
Le testimonianze del fare artistico animale infatti sono molteplici e riscontrabili in tutte le discipline dell’arte : musica (uccelli, cani, gatti, elefanti, ecc.), scultura (termiti, volatili, ecc.), pittura (scimmie, cani, gatti, cavalli ed equini, elefanti, tartarughe, maiali, ecc.)  ed architettura (termiti , volatili, ecc.).
Le più conosciute sono senz’altro le architetture realizzate dagli animali. Così numerose e complesse (opere solide, funzionali e spesso anche climatizzate), da superare le strutture di ingegneria  realizzate dal genere umano dal quale sono studiate e prese ad esempio per le proprie costruzioni.
In particolare sono note fin dall’antichità le doti artistiche dei gatti. Mummie, papiri e dipinti murali documentano la conoscenza degli egizi delle capacità pittoriche dei felini testimoniate anche dalle miniature medioevali e raffigurazioni dei secoli successivi ( nell’Ottocento ebbero una notevole diffusione e in Giappone una gatta divenne molto famosa per i suoi disegni).
Il senso estetico è sintomatico di intelligenza e dei procedimenti neuronali che sovrintendono tali facoltà.  Perché l’attività cerebrale è alla base del comportamento e del gesto, “il cervello che agisce è anche e innanzitutto un cervello che comprende”  in quanto il meccanismo che dirige percezione, comprensione ed azione è il medesimo.
L’idea preconcetta attribuita dalla specie umana agli animali quali esseri incapaci di razionalità e risposte emotive non permette l’osservazione e il riconoscimento delle potenzialità del mondo animale.
Ma le creature non umane mostrano  una competenza significativa nella comunicazione non verbale che riveste funzioni importanti ed è indispensabile per la sopravvivenza.
E la forma non verbale è  quella utilizzata dalla comunicazione artistica.
Grazie all’attività pionieristica di alcune strutture espositive e museali negli ultimi decenni la comunicazione estetica degli animali comincia ad essere conosciuta ed apprezzata.
Il Monpa ( Museum of  Non Primate Art) raccoglie e custodisce segni e suoni di specie differenti dai primati fra i quali uno spazio importante, circa il 50%, è dedicato riservato all’arte felina.
Burton Silver è editorialista della rivista Cat Art Today e alcune opere realizzate dai gatti sono state esposte in mostre importanti come nella “Top Gallery” di New York .
La divulgazione dell’abilità progettuale e tecnica della produzione artistica del mondo animale inizia così a riconoscere un’adeguata considerazione a questa sua modalità espressiva.

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venerdì 3 aprile 2015

Abitazioni ed edifici realizzati con stampante in 3D





E’ partita quasi sottono come tutte le vere rivoluzioni. Ed è ancora all’inizio, ma le potenzialità della realizzazione di edifici con le stampanti in 3D appaiono notevoli. Le nuove tecnologie potrebbero infatti portare a grandissimi mutamenti nell’edilizia.
Se per ora non risultano ancora economicamente competitive, se non per enormi quantitativi, la considerevole riduzione dei tempi di costruzione degli immobili è destinato ad avere effetti rilevanti per la progettazione e l’organizzazione dei cantieri. Ma anche per i potenziali acquirenti perché la contrazione di tempi e manodopera comporterebbe conseguentemente anche l’abbassamento del prezzo finale del manufatto edilizio.
In Cina  l’azienda locale WinSun Decoration Design Engineering Company ha costruito nel 2014 a Shanghai due edifici per un totale di 10 abitazioni, una villa di oltre 1.000 mq  e un condominio di 5 piani, realizzati sovrapponendo gli strati di cemento estruso da una particolare stampante 3D  (gli elementi delle case sono stati realizzati in fabbrica e successivamente assemblati sul posto) e in Olanda lo studio Dus Architects ha edificato la 3D Print canal House ad Amsterdam.
Ancora in Cina, a Suzhou, è stata recentemente realizzata una villa con questo tipo di stampante, mentre Skanska, multinazionale svedese dell’edilizia, ricercatori della Loughborough University, Regno unito, e lo studio di architettura Foster+ Partners stanno lavorando ad una macchina  per stampare strati di cemento sovrapposti. E l’architetto Adam Kushner ha siglato una partnership con l’ingegnere Enrico Dini inventore di D-Shape, stampante di metri 6 per 6 in grado di stampare anche componenti di qualsiasi forma.
Altra interessante novità di questa evoluzione è l’attenzione alla sostenibilità dell’architettura con la possibilità di impiegare sostanze ecocompatibili o di avvalersi del riciclaggio dei materiali nella realizzazione degli edifici con stampanti 3D come dimostrano l’esperienza cinese, olandese ed italiana ( l’azienda Wasp di massa Lombarda vuole creare stampanti capaci di fabbricare case con materiali locali e facilmente reperibili come l’argilla).
E forse fra pochi anni sarà possibile stampare abitazioni a ridotto impatto ambientale, economiche ed accessibili a tutti.






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