giovedì 16 aprile 2015

L’incendio del Rifugio Italia di Andrea Cisternino in Ucraina


Un inferno di fuoco nella notte tra sabato e domenica 12 aprile ha distrutto il Rifugio Italia, canile creato da  Andrea Cisternino, fotoreporter e attivista animalista, in Ucraina nei pressi di Kiev.
L’incendio, doloso ( pare sia stato versato liquido infiammabile attorno all’area della struttura), è stato appiccato da ignoti. Evidente la volontà di provocare una strage. In un Paese dove il ricorso allo sterminio dei cani non è una novità, ma purtroppo una problematica di lunga data, quasi una terribile consuetudine che ha raggiunto la massima gravità con il massacro compiuto dal 2009 in prospettiva vista del Campionato Europeo di Calcio 2012.
Proprio Andrea Cisternino aveva denunciato e documentato la violenza attuata dai dog hunter sui cani ed ha dato vita insieme alla moglie la Fondazione internazionale Animal Protection League, con sede a Kiev, per salvare animali in Ucraina e nel Mondo. Con questo scopo, sottrarre il maggior numero possibile di randagi dall’accanimento sadico dei cacciatori di cani, aveva realizzato il Rifugio Italia.
Ora è tutto da ricostruire, ma gli aiuti si stanno organizzando. Per contrastare quella forma di autismo emotivo causa di cecità dell’anima che non permette di cogliere la straordinaria bellezza degli animali non umani.



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venerdì 10 aprile 2015

L’espressione artistica degli animali

  

Che gli animali abbiano spiccata sensibilità alla bellezza è notorio.
Parimenti meno conosciuta è la loro inclinazione all’espressione artistica, pratica che il genere umano avoca solo a se nonostante le numerose e opposte attestazioni.
Le testimonianze del fare artistico animale infatti sono molteplici e riscontrabili in tutte le discipline dell’arte : musica (uccelli, cani, gatti, elefanti, ecc.), scultura (termiti, volatili, ecc.), pittura (scimmie, cani, gatti, cavalli ed equini, elefanti, tartarughe, maiali, ecc.)  ed architettura (termiti , volatili, ecc.).
Le più conosciute sono senz’altro le architetture realizzate dagli animali. Così numerose e complesse (opere solide, funzionali e spesso anche climatizzate), da superare le strutture di ingegneria  realizzate dal genere umano dal quale sono studiate e prese ad esempio per le proprie costruzioni.
In particolare sono note fin dall’antichità le doti artistiche dei gatti. Mummie, papiri e dipinti murali documentano la conoscenza degli egizi delle capacità pittoriche dei felini testimoniate anche dalle miniature medioevali e raffigurazioni dei secoli successivi ( nell’Ottocento ebbero una notevole diffusione e in Giappone una gatta divenne molto famosa per i suoi disegni).
Il senso estetico è sintomatico di intelligenza e dei procedimenti neuronali che sovrintendono tali facoltà.  Perché l’attività cerebrale è alla base del comportamento e del gesto, “il cervello che agisce è anche e innanzitutto un cervello che comprende”  in quanto il meccanismo che dirige percezione, comprensione ed azione è il medesimo.
L’idea preconcetta attribuita dalla specie umana agli animali quali esseri incapaci di razionalità e risposte emotive non permette l’osservazione e il riconoscimento delle potenzialità del mondo animale.
Ma le creature non umane mostrano  una competenza significativa nella comunicazione non verbale che riveste funzioni importanti ed è indispensabile per la sopravvivenza.
E la forma non verbale è  quella utilizzata dalla comunicazione artistica.
Grazie all’attività pionieristica di alcune strutture espositive e museali negli ultimi decenni la comunicazione estetica degli animali comincia ad essere conosciuta ed apprezzata.
Il Monpa ( Museum of  Non Primate Art) raccoglie e custodisce segni e suoni di specie differenti dai primati fra i quali uno spazio importante, circa il 50%, è dedicato riservato all’arte felina.
Burton Silver è editorialista della rivista Cat Art Today e alcune opere realizzate dai gatti sono state esposte in mostre importanti come nella “Top Gallery” di New York .
La divulgazione dell’abilità progettuale e tecnica della produzione artistica del mondo animale inizia così a riconoscere un’adeguata considerazione a questa sua modalità espressiva.

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venerdì 3 aprile 2015

Abitazioni ed edifici realizzati con stampante in 3D





E’ partita quasi sottono come tutte le vere rivoluzioni. Ed è ancora all’inizio, ma le potenzialità della realizzazione di edifici con le stampanti in 3D appaiono notevoli. Le nuove tecnologie potrebbero infatti portare a grandissimi mutamenti nell’edilizia.
Se per ora non risultano ancora economicamente competitive, se non per enormi quantitativi, la considerevole riduzione dei tempi di costruzione degli immobili è destinato ad avere effetti rilevanti per la progettazione e l’organizzazione dei cantieri. Ma anche per i potenziali acquirenti perché la contrazione di tempi e manodopera comporterebbe conseguentemente anche l’abbassamento del prezzo finale del manufatto edilizio.
In Cina  l’azienda locale WinSun Decoration Design Engineering Company ha costruito nel 2014 a Shanghai due edifici per un totale di 10 abitazioni, una villa di oltre 1.000 mq  e un condominio di 5 piani, realizzati sovrapponendo gli strati di cemento estruso da una particolare stampante 3D  (gli elementi delle case sono stati realizzati in fabbrica e successivamente assemblati sul posto) e in Olanda lo studio Dus Architects ha edificato la 3D Print canal House ad Amsterdam.
Ancora in Cina, a Suzhou, è stata recentemente realizzata una villa con questo tipo di stampante, mentre Skanska, multinazionale svedese dell’edilizia, ricercatori della Loughborough University, Regno unito, e lo studio di architettura Foster+ Partners stanno lavorando ad una macchina  per stampare strati di cemento sovrapposti. E l’architetto Adam Kushner ha siglato una partnership con l’ingegnere Enrico Dini inventore di D-Shape, stampante di metri 6 per 6 in grado di stampare anche componenti di qualsiasi forma.
Altra interessante novità di questa evoluzione è l’attenzione alla sostenibilità dell’architettura con la possibilità di impiegare sostanze ecocompatibili o di avvalersi del riciclaggio dei materiali nella realizzazione degli edifici con stampanti 3D come dimostrano l’esperienza cinese, olandese ed italiana ( l’azienda Wasp di massa Lombarda vuole creare stampanti capaci di fabbricare case con materiali locali e facilmente reperibili come l’argilla).
E forse fra pochi anni sarà possibile stampare abitazioni a ridotto impatto ambientale, economiche ed accessibili a tutti.






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sabato 28 marzo 2015

Pelle sintetica e materiali Cruelty Free

Pelle ottenuta dagli scarti delle arance, delle mele, della lavorazione del legno, ecc.
La maggior attenzione verso l’ambiente e il riciclaggio dei materiali e l’accresciuta sensibilità per il benessere animale stimola la creatività e induce a sviluppare nuove tecnologie e prodotti.
Perché sul mercato aumenta la richiesta di articoli realizzati in pelle di origine diversa da quella animale. Il settore è in crescita ed il mondo della produzione se ne è accorto.
Occorre però particolare cautela nella scelta del prodotto e nella valutazione delle definizioni in quanto alcune risultano fuorvianti.
La fetta di mercato è rilevante e le ditte produttrici e i commercianti sono pronti a sfruttarne le potenzialità con modalità non sempre corrette per non dire ingannevoli.
Il termine pelle ecologica ( e voci affini : ecopelle, ecocuoio, ecoleather, pelle vegetale, pelle a ridotto impatto ambientale ecc.) come definito dalla norma UNI 11427:2011 indica la vera pelle conciata con sistemi e prodotti meno impattanti sull’ambiente ossia conciata con estratti vegetali invece che con il cromo.
La dicitura ecopelle è invece frequentemente utilizzato in modo equivoco per individuare materiali plastici o realizzati con tessuti spalmati con resine ( si tratta comunque di materiali sintetici creati con polimeri ottenuti derivati dal petrolio) di aspetto apparentemente analogo alla pelle, ma qualitativamente inferiori e assolutamente non ecologici le cui vere denominazioni sono finta pelle, similpelle o vinpelle.
Una corretta interpretazione del significato dell’etichettatura dell’articolo è quindi fondamentale per non contribuire al commercio del pellame di origine animale od evitare l’acquisto di un prodotto in sostanza plastica.
I nuovi materiali realizzati con gli scarti dell’agricoltura e dell’industria alimentare e i relativi cicli produttivi sono decisamente interessanti e certamente costi più contenuti potrebbero renderli più accessibili e contribuire alla loro diffusione.

In attesa della realizzazione della pelle sintetizzata in laboratorio a partire da poche cellule che, come comunicato da Andras Forgacs, ideatore e fondatore della Modern Meadow, azienda con sede a Columbia, Missouri, negli USA potrebbe essere prodotta entro pochi anni fornendo una soluzione alla confezione di scarpe ed abiti in pelle sintetica.

sabato 14 marzo 2015

Non punibilità dei reati contro gli animali e depenalizzazione della caccia alle specie protette : sviste pericolose


Infine il decreto legislativo che cambia il codice penale è stato modificato. Ma l’iter di approvazione della norma è stato e risulta tuttora a dir poco travagliato.
Il decreto legislativo che cambia, con l’inserimento di una nuova causa di non punibilità, il codice penale contiene infatti la precisazione che il concetto di  “tenuità del fatto” non si applica ai reati connessi a violenza o maltrattamenti degli animali. La variazione del testo iniziale ha permesso di non inserire i crimini contro gli animali tra gli illeciti per i quali è prevista la depenalizzazione.
Rimane il fatto che l’atteggiamento del governo fa capo ad un modello anacronistico e tragicamente legato agli interessi del mondo venatorio.
Ma c’è ancora l’incognita dell’emendamento presentato a firma del senatore Pd Stefano Vaccari che prevede la derubricazione da sanzione penale ad amministrativa, sancendo di fatto la somministrazione di una  sola ammenda amministrativa, a chi cattura, detiene o uccide animali di specie protette. E che comporterebbe una semplice contravvenzione pecuniaria compresa tra i 774 e i 2.065 euro, invece della carcerazione da 2 a 8 mesi attualmente prevista, per chi contrabbanda o caccia  specie protette ( tra le quali anche lupi, orsi, foche monache, ecc.)
In seguito alle proteste di animalisti ed ambientalisti Vaccari ha precisato che ritirerà l’emendamento definito come frutto di un involontario equivoco. Ma il ritiro del provvedimento si verificherà solo al momento della ripresa dei lavori della Commissione Ambiente del Senato. Mentre gli effetti dell’emendamento sarebbero drammatici come le carneficine  che ne diverrebbero la logica conseguenza.
Risulta evidente la carenza della consapevolezza che il periodo odierno non risulta quello più opportuno per mancare, ancora una volta, di cogliere reali occasioni di mutamento.

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domenica 8 marzo 2015

Emergenza bocconi avvelenati






L’ultima vittima, a Magasa nel bresciano, è un cucciolo che ha ingerito un’esca imbottita probabilmente con pesticida.
Ma quella dell’avvelenamento degli animali sta diventando una vera e propria emergenza. I casi sono in crescita esponenziale e i servizi veterinari dell’Asl precisano che le stime sono per difetto poiché non comprendono gli eventi per i quali non vi è stata la possibilità di esaminare il boccone né quelli che si sono risulti favorevolmente perché le cure hanno determinato la salvezza del cane o del gatto.
Ma il rapporto con gli animali rappresenta lo specchio dell’esistenza umana. Crudeltà e maltrattamenti sono generati da un modello culturale fondato su violenza e prevaricazione, indifferenza emotiva e  disprezzo per le esigenze degli altri, intolleranza e abuso.
Il male è spesso molto più vicino di quanto si ritiene proprio perché nasce dall’incapacità di riconoscere ed avvertire la sofferenza altrui mentre il mancato riconoscimento dei diritti animali legittima di fatto le pratiche violente.
Solo una schietta riflessione etica e l’accettazione di limitazione della discrezionalità dell’operato umano può invertire la tendenza alla crescita dei fenomeni brutali e portare a una maggior tutela della vita animale.








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